Violazione misure cautelari, allontanamento

Violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa.

Il nostro codice penale all’art. 387 bis recita testualmente : “Chiunque, essendovi legalmente sottoposto, violi gli obblighi o i divieti derivanti dal provvedimento che applica le misure cautelari di cui agli articoli 282-bis e 282-ter del codice di procedura penale o dall’ordine di cui all’articolo 384-bis del medesimo codice e’ punito con la reclusione da sei mesi a tre anni”.

Questa circostanza di reato è stata introdotta con la legge 19 luglio 2019, n. 69 “Codice Rosso” allo scopo di contrastare le violenze di genere e tutelare le vittime di violenza domestica. Stante però l’elevato numero di crimini commessi nei confronti delle donne sembra che questa ulteriore misura sia ancora insufficiente, in quanto al reato ex art. 387 bis non è applicabile il provvedimento dell’arresto in flagranza. Questo sta a significare che una vittima di stalking non potrà avere quella tempestiva protezione che le necessita. 

Ciò accade poiché per potersi avvalere dell’arresto in flagranza di reato (ovvero quando l’arresto è compiuto dagli agenti di polizia giudiziaria senza una preventiva richiesta da parte del Pm, allo scopo di difendere nell’immediato una vittima di reato) è necessario si sia in presenza di un reato (delitto non colposo, consumato o tentato) “per il quale la legge stabilisce la pena dell'ergastolo o della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni e nel massimo a venti anni”.

Allo stesso modo, l’art. 381 cp che disciplina l’arresto facoltativo in flagranza, stabilisce che : “Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria hanno facoltà di arrestare chiunque è colto in flagranza di un delitto non colposo, consumato o tentato, per il quale la legge stabilisce la pena della reclusione superiore nel massimo a tre anni ovvero di un delitto colposo per il quale la legge stabilisce la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni”. 

Quindi dalla lettura dei due articoli del codice penale, si evince chiaramente che la pena del reato compiuto (o tentato) incontra un limite inferiore ai cinque anni (sulla base del primo comma dell’art. 380 c.p.) ed un limite superiore ai tre anni (sulla base dell’art. 381 c.p.). 

Dal momento che la pena prevista per il nuovo reato di violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, è compresa tra i 6 mesi e i tre anni di reclusione, chi viola un provvedimento di allontanamento dalla casa familiare, o dalla vittima, non può essere arrestato in flagranza, quindi per ottenere la necessaria tutela, la vittima sarà nuovamente costretta a segnalare alle competenti Autorità Giudiziarie Penali, la condotta illecita perpetrata ai suoi danni.

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